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Esplodono intorno al 7.000 a.c. molti concetti importanti, compaiono i primi insediamenti di coltivatori di grano, d’orzo, di lenticchie e di avena. Così dal concetto di coltivazione e di trasformazione ebbero impulso le ceramiche e l’utensileria con nuove forme elaborate e nuovi impieghi. Nacque la tessitura, la lavorazione della paglia, dei vimini, una più sapiente concia delle pelli. La conoscenza del fuoco e della pietra, il loro utilizzo, segnarono l’evoluzione dell’umanità. Scoprono, molt’anni addietro, il concetto teologico della Dea Madre. Inizia a navigare, non abita più nelle grotte, ma costruisce capanne che raccoglie in veri e propri villaggi. Conquista finalmente il mare e da inizio alla conoscenza di differenti materiali; si insedia sulle isole di tutto il Mediterraneo e scopre e lavora l’ossidiana. Crea utensili più utili, più taglienti che le facilitano il lavoro. Dai ritrovamenti rinvenuti sulle nostre isole dobbiamo pensare che le genti neolitiche portarono le prime ceramiche dalle regioni transadriatiche partendo da quelle regioni nelle quali questo tipo di cultura è assai diffusa.Questi reperti ceramici mostrano la grande diffusione delle comunità neolitiche apportatrici di nuove culture, che dopo aver valicato il mare, usando, come trampolino, le varie isole centro adriatiche, si stanziarono alle Tremiti e sul Tavoliere pugliese. Il lavoro da me condotto per l’intera estate del 1979 vuole chiarire quanto rappresentò nella sua realtà l’insediamento neolitico delle Tremiti. I manufatti litici da me recuperati sull’isola di San Domino sono 1.795, i frammenti di ceramica 206, le ossidiane 98, il tutto numerato, catalogato ed esposto per l’intera estate in 12 teche con sigla D. i manufatti rinvenuti sull’isola di San Nicola sono 351 catalogati in due tavole con sigla N. Sull’isola di Caprara ho rintracciato in totale 190 reperti catalogati in una sola tavola con sigla C. Sul Cretaccio ho recuparato 145 reperti catalogati in una sola tavola con sigla CR. Sulle quattro isole dell’arcipelago ho recuperato 98 manufatti di ossidiana. A San Domino 206 frammenti di ceramica impressa ad unghiate, con lo stecco e con il cardium, conchiglia riccia, impressioni che vogliono dimostrare una primitiva forma di lavoro estetico eseguito sulle ceramiche. Il tutto è conservato presso il Municipio delle Isole a San Nicola. E’ Sul Prato Don Michele che si sviluppava il grosso del villaggio neolitico delle Isole, le officine litiche erano poste tra Cala degli Inglesi e Cala di Tramontana. La comunità neolitica delle Tremiti non ebbe necessità di scavare tunnel, nè aprire pozzi, come gli olandesi, per rintracciare il materiale siliceo, furono aiutati dalla natura che fornì l’isola di Caprara di ottimo materiale colloidale. I colpi di mare aprirono l’imboccatura del deposito siliceo a Cala Sorrentino che si raccoglieva alla base della parete erosa tra le brecce e tanti ciottoli calcarei dilavati, ancora oggi visibili. Dell’ossidiana e delle ricerche fatte presso l’Università di Bologna con il fornetto atomico, parlerò in una prossima puntata. |