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Nel 1880 una persona di fiducia del Ministero dell'Interno di quel tempo fu incaricata di visitare e riferire sullo stato dell'arcipelago. La relazione, che porta la data del 16 Giugno 1880, non ha firma nella copia che si ha presente ma risulterebbe essere opera del Commendatore Augusto Elia, deputato al Parlamento.
Anche questo documento desta il ribrezzo e la commiserazione per la dipintura della miseria e dei vizi di quella triste popolazione, A un certo punto vi si dice:
Vi sono, ripeto, sozzure che sembrano impossibili. Uno non può farsi un'idea di uno spettacolo si lurido e ributtante. Invece di un luogo di pena e di raccoglimento, questa è una spaventevole scuola di vizi e di turpitudini e il coatto, piuttosto che emendarsi, non fa che corrompersi maggiormente.
Le proposte fatte dal relatore sono le seguenti:
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dare il vitto ai coatti in natura;
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espellere i relegati borbonici e le loro famiglie, per rompere ogni criminosa relazione fra essi e i coatti;
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provvedere meglio all'istruzione, inviando un insegnante capace e zelante;
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costruire celle di punizione per rinchiudervi i coatti incorreggibili e camorristi;
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provvedere alla pulizia dei locali e delle persone;
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inviare un medico e un farmacista;
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destinare alla sorveglianza i migliori guardiani;
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occupare i coatti nel lavoro, col dissodamento e coltivazione dei terreni, con la industria, con le costruzioni.
Affitto delle Isole (1881)
Evidentemente in attuazione delle idee sviluppate nella Relazione Elia, l'Amministrazione delle carceri, in data 17 Settembre 1881, stipulava con tale Signor Goffredo Novelli un contratto per l'affitto della parte coltivabile delle Isole Tremiti per la durata di 29 anni e per il canone annuo di lire 3.039,72, aumentabile ogni 9 anni in ragione di una metà del maggior valore acquistato dai terreni in conseguenza dei miglioramenti a praticarsi da accertarsi con regolare stima. L'affittuario era obbligato ad impiegare, per la coltivazione dei terreni, l'opera dei domiciliati coatti o dei condannati nella misura di non meno di 16000 giornate di lavoro all'anno in media per ogni triennio. Il Ministero dell'Interno si impegnava a liberare l'affittuario da ogni molestia che gli potesse venire da alcuni coloni stabiliti nell'isola di San Domino, i quali accampavano diritti di proprietà sopra appezzamenti di terreno da essi coltivati, e pagò a questi coloni in complesso lire 41760, ottenendo la formale rinunzia a qualsiasi diritto sugli accennati terreni. In seguito fu pure rivendicato un appezzamento ortivo in S.Nicola mercè il pagamento di lire 1300.
Il signor Novelli, avvalendosi della facolta di sublocare attribuitogli dal contratto, cedeva l'affitto al già citato Commendatore Augusto Elia e il Ministero riconosceva l'Elia quale cessionario con atto del 9 Febbraio 1882, esplicando e modificando anche le condizioni già stabilite. Il canone fu elevato a lire 3610,83, si cedette all'affittuario anche il suolo della Pianosa e la facoltà di esercitare la pesca coi diritti medesimi competenti al locatore quale esclusivo proprietario dell'Isola.
In quest'epoca, l'Amministrazione carceraria, sulle richieste dell'affittuario, cercò anche il modo di liberare S.Nicola dai relegati borbonici e loro famiglie (ve ne erano ancora 70). Le pratiche fatte riuscirono pienamente poichè si ha negli atti l'assicurazione ufficiale che tutti questi relegati, nell'Ottobre del 1883, erano partiti dalle isola, dove non restavano che i domiciliati coatti ed una scarsa popolazione libera venuta da non molto tempo dal Continente.
Intanto, sin dal Luglio del 1884, l'Onorevole Elia intavolò trattative col Ministero per essere liberato dal contratto di affitto, che diceva riuscirgli onerosissimo, perchè molte previsioni da lui fatte non si erano avverate, l'opera dei domiciliati coatti non aveva corrisposto alle sue aspettative ed infine gli si era impedito l'esercizio della pesca per mezzo dei coatti e condannati all'isola di Pianosa. Il Ministero dell'Interno consenti allo scioglimento amichevole del contratto.
Una commissione composta dai sigg. Ingegnere Antonio Tomadini, in rappresentanza del Ministero dei Lavori Pubblici, Cav. Professore Ricca-Rossellini, rappresentante il Ministero dell'Agricoltura, ed Ingegnere Serafino Pascale, per il Demanio, fu delegata ad accertare le migliorie ed essa esegui il suo incarico attribuendo alle medesime il valore di lire 94.415,20 che giusta il contratto di affitto dovevano essere rimborsate al conduttore.
Questa conclusione non piacque al Comm.Elia il quale nel 1888 adiva il magistrato. Sarebbe inutile, allo scopo della presente esposizione, narrare le varie fasi della vertenza, trattata avanti il Tribunale e la Corte di Appello di Roma. Basti accennare che essa alla fine fu composta amichevolmente con un atto di transazione, il 16 Luglio 1894, in vvirtù del quale fu accordata al Comm.Elia la somma di lire 626.393,45 a totale tacitazione di ogni suo credito per migliorie, interessi, spese, ecc...
E bene accennare che, pendente questa vertenza, nel 1886 fu ventilata l'idea di cedere allo stesso Elia con provvedimento legislativo le Isole di Tremiti in enfiteusi ma il progetto non ebbe seguito per ragioni politiche poichè l'enfiteusi, mediante l'affrancazione, rendeva possibile il passaggio della proprietà delle isole in mano a stranieri con eventuale pregiudizio della difesa del territorio nazionale. |