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PETROLIO TREMITI: CHI CIURLA NEL MANICO?

30/04/10
Fonte; "www.puntodistella.it"

Il progetto di ricerca petrolifera al largo delle isole Tremiti presentato da “Petroceltic Elsa” non si limita all’acquisizione delle linee sismiche ma prevede anche la perforazione di pozzi esplorativi in mare. Basta leggere la richiesta presentata al Ministero dell’Ambiente il 14 agosto 2009 per il permesso di ricerca idrocarburi “d 498 B.R.–EL”. Ecco così smentite le dichiarazioni fatte l’altro giorno PETROLIO TREMITI: CHI CIURLA NEL MANICO?dal ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo (“È stato richiesto di realizzare delle indagini con eco-sonar, quindi senza nessun buco nel mare”). Dichiarazioni che potrebbero però aver anticipato l’esito della “Valutazione di impatto ambientale”. Il comitato “Via”, infatti, potrebbe consentire a Petroceltic il solo esame delle linee sismiche rinviando l’ok ai pozzi esplorativi.

Per come la Gazzetta del Mezzogiorno (GdM) ha potuto ricostruirla attraverso i documenti, la situazione è quella che segue. L’operatore irlandese Petroceltic ha chiesto al Ministero dell’Ambiente la pronuncia di compatibilità ambientale che precede il rilascio del permesso di ricerca. Sul tema si sono già espressi sia il Ministero dei Beni Culturali (parere favorevole con prescrizioni) sia la Commissione Via (stesso esito): mancherebbe dunque il solo decreto ministeriale conclusivo.

Ma dopo le polemiche degli ultimi giorni, innescate da un articolo della stessa GdM del 6 aprile (e di tutto l’ambaradan pensato dal viestano Comitato Tutela Mare Gargano e messo in atto sabato 24 da associazioni garganiche, organizzazioni politiche, giovani e anziani cittadini del Promontorio - e non, - enti locali e istituzioni; ndr), l’Ambiente ha deciso di re-inviare al Comitato Via i pareri di Regione Puglia e Provincia di Foggia. Perché il ministero non aveva esaminato il parere (negativo ma non vincolante) della Regione?

Per il semplice motivo che quel parere è stato espresso in ritardo, oltre i sessanta giorni previsti dal Testo unico (sembra di tornare alla vicenda dei ritardi burocratici verificatisi al tempo dell’incendio 24 luglio 2007; ndr). La delibera della giunta regionale è stata mandata a Roma - come documenta una lettera dell’Assessorato regionale all’Ecologia datata 6 aprile - dopo che la commissione tecnica ministeriale si era pronunciata.

Quella lettera dell’Assessorato, però, solleva un altro problema: alla commissione ministeriale non è stato invitato, come invece prevede la legge, il rappresentante della Regione. Una situazione molto simile si era verificata anche per la Valutazione di impatto ambientale sul progetto “Northern Petroleum” per la ricerca di petrolio davanti alle coste di Monopoli e Brindisi. Anche in quei casi, la commissione ministeriale Via si era inspiegabilmente pronunciata senza convocare il rappresentante regionale (lecita la domanda: qualcuno intende ciurlare nel manico o è una nostra impressione? ndr).

E altrettanto inspiegabilmente, sulle domande della Northern Petroleum (pagina 3 dei decreti ministeriali 1348 e 1349/2009) la Regione non ha nemmeno espresso il proprio parere. Sui permessi a Northern Petroleum la Regione è poi ricorsa al Tar, che ha sospeso i decreti ministeriali. Ora, visto che il procedimento di Via si è riaperto, via Capruzzi sta finalmente per esprimere il parere. Parere che sarà presumibilmente negativo.

Tornando alle Tremiti, nelle prossime settimane il comitato tecnico ministeriale riprenderà a occuparsi del progetto Petroceltic. Lo farà prendendo atto delle pronunce di Regione e Provincia dauna. Come andrà a finire? Tra gli addetti ai lavori circola una previsione che fonti ministeriali contattate dalla GdM ritengono attendibile: come già accaduto qualche anno fa, Petroceltic potrebbe infatti rinunciare alla perforazione dei pozzi esplorativi. L’acquisizione delle linee sismiche è infatti esclusa dalla procedura di Via, come già accaduto per il permesso «B.R2658» (di fronte a Francavilla a Mare) rilasciato a Petroceltic e Vega Oil.

L’operatore irlandese potrebbe dunque essere autorizzato a eseguire i rilievi sismici alle Tremiti ed eventualmente ripresenterà al Ministero la richiesta di scavare i pozzi sottomarini. Il conflitto con la Puglia, insomma, verrebbe solo rinviato di qualche anno.

Massimiliano Scagliarini


   
 
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