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Escursioni - opera di Nicola Di Pardo
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  Giro delle isole con visita alle grotte
 
Cretaccio e cala degli Schiavoni Grotta delle Viole Grotta delle Viole Grotta del Bue Marino
   
 

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All'arrivo nei porti di San Domino e San Nicola si incontrano in attesa sulle banchine, potenti motoscafi adibiti al trasporto passeggeri in partenza in vari orari. Il giro dell'isola Di San Domino (quello consigliato) dura circa 50 minuti e consente di ammirare la costa rocciosa e frastagliata, con le incantevoli grotte, cale e la pineta degradante al mare in cui si specchia. Il giro dell'arcipelago invece comprende il periplo delle 3 isole più esterne (San Domino, Capraia e San Nicola) e dura circa 2 ore. Le 3 grotte principali visitabili sono tutte intorno all'isola di San Domino.
 
  Cala Matano (o Duchessa)
 
Questa cala, internandosi nella costa, forma una piccola ed accogliente baia con una spiaggia arenosa, preferita dai turisti per i bagni. Vi si accede dall'alto attraverso un ripido sentiero in massima parte su roccia. La cala Matano è limitata a sinistra da un braccio più lungo di alta costa, circondata di pini da pinoli che hanno dato nome alla vicina Punta del Pigno. Ad oggi è attrezzata con ombrelloni e sdraio per offrire al turista il massimo del relax in una atmosfera paradisiaca.
 
  La grotta delle Viole
 
Attraverso una spaccatura nella roccia di circa 5 metri, si entra nel vestibolo a forma di vasca cilindrica scoperta, le cui alte pareti a picco sono rivestite da arbusti che in primavera si coprono di fiori, tra cui primeggiano la "Centaurium" con fiori frangianti e rosei, la "Cineraria" rivestita da corta peluria argentata, la "Ambretta" con fiori odorosi di colore giallo, frammezzati da Fiordalisi. Come in una visione irreale, si osserva con sorpresa il frangersi cadenzato delle onde, che con sordo rumore battono contro le pareti, nonchà i riflessi di colore verde-azzurro delle acque, sul cui fondale di circa 8 metri le pietre riccie, staccatesi dalle pareti della grotta, danno l'impressione di un campo di rose fiorite. Le pareti laterali a livello delle acque, sono invece coperte da una fascia di alghe rosso-carminio e di erbe. Si esce da quest'incanto attraverso la seconda porta larga 6 metri ed alta circa 3.
 
  La grotta del Bue Marino
 
Viene chiamata cosi poichè in tempi lontani fù abitata da alcuni esemplari di Foca Monaca, di cui l'ultimo avvistamento risale all'Aprile del 1958. La grotta si interna per circa 70 metri, conservando una larghezza quasi costante di circa sei metri, ed un'altezza di circa 4 metri, mentre la profondità dell'acqua all'entrata è di 3 metri, per diminuire fino a mezzo metro nel fondo dove forma un pò di spiaggia, luogo prediletto al riposo del misterioso Bue Marino. La volta e le pareti sono formate di durissima pietra sfaccettata, i cui frammenti, staccatisi nei secoli, spiccano nel loro biancore sotto le acque azzurissime. Sulle pareti della grotta si notano delle date molto antiche, incise dai visitatori. Avanzando con molta lentezza,quasi trattenendo il respiro, ecco manifestarsi sullo scenario, a mano a mano che si avanza, un grandioso fenomeno di fosforescenza causato dai riflessi di smeraldo della roccia e dalle ondine che per il movimento della barca, si infrangono sui margini delle pareti. Continuando il cammino all'interno della grotta, ogni colore va gradatamente scomparendo fino ad entrare nella completa oscurità. Volgendo lo sguardo indietro, la porta di entrata ci appare come un piccolo foro, simile all'obiettivo di una macchina fotografica, contornato dal ricamo architettonico che fanno gli spigoli sporgenti delle pietre sfaccettate della volta e delle pareti, di un effetto sorprendente da strappare un grido di ammirazione.
 
  La Grotta delle Rondinelle
 
Cosi chiamata perchè nidificano le rondini, il suo interno è sorretto da 2 grandi naturali pilastri, con uscita dalla parte opposta verso sinistra.
 
  Cale e Punte
 

L'Architiello di San Domino è una specie di grotta forata, coperta da un artistico arco mentre la costa degrada bassissima e termina con la Punta Secca, cosi chiamata perchè la roccia è arida e senza vegetazione;

La cala dei Benedettini con l'antica e grande vasca o conserva di acqua chiamata "Cisterna dei Benedettini" costruita dai monaci;

la Punta del Vapore ove naufragò la notte del 13 marzo del 1864 la nave garibaldina "Lombardo" che trasportava delle truppe;

La cala degli inglesi dove dal vapore inglese sbarcarono equipaggi e mercanzie. Sia la cala dei benedettini che quella degli inglesi, essendo più vicine agli alloggi del villaggio di San Domino, sono molto frequentate dai turisti.

La cala di Tramontana coronata di pini, scende tutta a seni e a picco le sporgenze che formano altre piccole cale, come la cala tonda, che forma un laghetto con fondo sabbioso, chiuso da alte pareti di roccia, in giro alle quali si aprono altre piccole grotte.

Si succedono la Punta del Coccodrillo, la Grotta del Coccodrillo, la Cala Tamariello, cosi chiamata perche in essa abbondano i gamberi, che in dialetto si chiamano "Amarielli", chiusa a sinistra dalla Punta del Diamante estremo limite nord dell'isola di San Domino, dove la costa, sempre rocciosa, si presenta alta, aguzza e priva di vegetazione.

 
   
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Suggerimenti
 
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Tutte i disegni sono dell'artista Nicola Di Pardo

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