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| IL SOGNO DI ESSERE ATTORI ANCHE SOLO PER UN GIORNO |
| di Anna Di Pardo |
| 19/04/08 |
Conclusi oggi i ciak alle isole Tremiti del film “Dhulm, Years of Torment” scritto dal colonnello nonché leder libico Moammar Gheddafi, diretto da Najdat Anzour figlio del regista del primo film muto siriano e celebre nel mondo arabo per le soap opera televisive e prodotto dalla "Rossellini film e tv". Tanti i giovani e non che si sono presentati ai casting come comparse svolti la settimana scorsa a San Nicola. La produzione oltre ad aver scelto numerosi isolani si è spinta anche in terraferma dando in questo modo possibilità a numerosi aspiranti “attori” di cimentarsi in questa singolare esperienza. Le caratteristiche più ricercate sono state numerose ma principalmente uomini con tratti somatici tipicamente mediterranei e pronti a vestire i panni da pescatore, guardia carceraria, carabiniere e marinaio. La pellicola racconta la storia delle deportazioni dei libici in Italia attraverso testimonianze reali dei sopravvissuti a quei terribili momenti Le primissime scene sono state girate martedì scorso sull’isola storica di San Nicola e si sono prolungate per tutta la settimana toccando anche Capraia. Tra le comparse abbiamo incontrato un giovane termolese che già in una occasione ha fatto parlare di se, Giovanni Di Pardo: “Ho vissuto un’esperienza meravigliosa – ha commentato il giovane figurante – il mondo del cinema è molto più eccitante di quello della televisione”. Dopo aver partecipato nell’edizione 2007 a Uomini e Donne come corteggiatore della bionda Angela, il bello in arte “Jo” Di Pardo non si è fatto scappare l’occasione di partecipare a questo evento nei panni di uno dei carabiniere e di guardia carceraria. “Sono rimasto affascinato da come vengono girate le scene – ha continuato Giovanni - per non parlare degli attori che sono giunti sulle isole, sono stati bravissimi, vederli recitare mi ha entusiasmato”. Inoltre il giovane aspirante attore ci ha raccontato una giornata di riprese in condizioni climatiche pessime, per lui particolarmente toccante: “Alcune scene sono state realizzate durante una giornata piovosa, il cielo era coperto e tutti eravamo sulla piana di San Nicola il punto più desolato dell’isola, attorno solo mare . Le numerose comparse che sono giunte dalla Libia dovevano rimanere scalzi ed indossare costumi di scena dell’epoca riprodotti maestralmente. Mi sono sentito catapultato assieme a loro in quei tormentati momenti. Noi vestiti da gendarmi con sguardi ostili, puntavamo i fucili contro questi uomini rannicchiati in un angolo infreddoliti e affamati, tremavano e ci guardavano impauriti. Noi dovevamo trascinarli via con freddezza ed indifferenza verso il carcere. Leggere la storia fa un effetto ma riviverla anche solo come comparsa, attraverso delle scene di un film è un’esperienza che non potrò mai dimenticare. Approfitto per ringraziare tutto la produzione Rossellini Film e Tv”.
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